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La Carovana per la Cittadinanza è un movimento promosso da Arci, Cgil, Conngi, Dalla parte giusta della storia, idem network, italiani senza cittadinanza_new che coinvolge cittadini e cittadine, associazioni e organizzazioni che hanno scelto di mettersi insieme e attraversare l’Italia per promuovere il voto ai cinque referendum sulla cittadinanza e sul lavoro dell’8 e 9 giugno.
L’obiettivo della mobilitazione è dare voce e visibilità a storie e testimonianze di migliaia di persone che lavorano in Italia, che qui nascono, frequentano scuole e università, ma sono costrette ad attendere dieci anni – spesso anche molto di più – per ottenere il diritto di vivere liberamente.
Il sì al referendum vuole ridurre questo periodo a cinque anni, permettendo anche la trasmissione automatica della cittadinanza ai figli e figlie minorenni. Un primo passo per garantire a molte persone la possibilità di sentirsi finalmente parte del Paese in cui vivono e al quale contribuiscono ogni giorno.
“Non solo per la dignità di tutte le persone – si legge nella nota congiunta di Arci e Cgil Savona –, ma anche perché servono migliaia di lavoratrici e lavoratori stranieri al Paese e soprattutto alla nostra provincia, che ha l’età media più alta del continente, il numero di persone in età da lavoro in continua diminuzione e tanti, troppi giovani che se ne vanno alla ricerca di una occupazione più stabile, più sicura e più retribuita, e un dato demografico che fa rabbrividire, visto che negli ultimi dieci anni la nostra provincia ha perso circa 20 mila abitanti, inoltre le lavoratrici e i lavoratori stranieri servono anche per tenere in equilibrio il sistema previdenziale presente e futuro e per garantire uno stato sociale decente”.
In provincia di Savona gli stranieri residenti sono il 9% del totale della popolazione della provincia, “nessuna invasione, ma solo una norma di civiltà”.